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Comitato Unico di Garanzia

Atti fondamentali

Museo Ferrucciano

facciatamuseo

 

DOV’E’

Nel Comune di San Marcello P.se, in frazione di   Gavinana.  Altitudine: 980 m. s.l.m.
Coordinate: Longitudine: 10° 48' 15" - Latitudine: 44° 03' 47"


APERTURA AL PUBBLICO:

Orario ESTIVO (1 giugno/30 settembre)

Lunedì – martedì – mercoledì – venerdi’ – sabato – domenica
Con orario 9,00 – 13,00   15,00 – 19,00   (chiuso il giovedi’)

Orario INVERNALE (1 ottobre/31 maggio)

Info: 0573.913155    -   0573.638037

BIGLIETTO D’INGRESSO

- Intero  €. 4,00  
- Ridotto €. 2,50 (minori da 6 a 18 anni over 65  e disabili)
- Ridotto €. 2,00 (scuole, gruppi convenzionati)
- Famiglia €. 10,00 (2 adulti + 2 minori da 6  a 18 anni)
- Visita guidata ai luoghi della battaglia (P.zza Ferrucci, Capanna del
  Ferrucci Verginina di Mezzo, Castello) €. 5,00 durata circa 2 ore

info e Prenotazioni (minimo 5 persone): IRSA – Servizi per la cultura 0573.368023 346.2320778 - Museo 0573. 638.037
E-mail: info@irsapt.it

La Storia del Museo Ferrucciano inizia nell’ottobre 1908, con la costituzione di un Comitato per la creazione di un Museo che fosse destinato ad accogliere le memorie dell’eroe Francesco Ferrucci, Nel 1929, in occasione delle celebrazioni per il IV  centenario dell’assedio di Firenze, un altro comitato – quello per le onoranze a Francesco Ferrucci  - acquistò, restaurò e poi donò al Comune di San Marcello Pistoiese la casa ex-Battistini, sulla piazza di Gavinana, sulla cui soglia, secondo la tradizione, il Ferrucci sarebbe stato ucciso da Maramaldo. Il 31 agosto 1931 nell’edificio restaurato venne inaugurato il Museo Ferrucciano, nel quale trovò posto una prima raccolta di documenti e immagini, esposti secondo concetti di semplice documentazione storica.

Nel 1956, dopo gli anni di incuria e abbandono che avevano fatto seguito al secondo conflitto mondiale, l’amministrazione comunale decise il riordino della collezione, che venne integrata da nuovi materiali in deposito dalle Gallerie Fiorentine. Il “nuovo” Museo fu inaugurato il 4 agosto 1957, nell’allestimento, ancor oggi visibile, curato da Renzo Chiarelli.

Il percorso espositivo si articola su quattro sale, intervallate da due corridoi.

Dopo l’ingresso, il pimo corridoio introduce la figura di Francesco Ferrucci e raccoglie i ricordi più strettamente legati ai luoghi dove si svolsero le sue imprese. Alcuni tra i principali episodi dell’assedio sono visibili nelle riproduzioni fotografiche degli affreschi di Giorgio Vasari e Giovanni Stradano che si trovano in Palazzo Vecchio a Firenze. Sulla parete di fondo spicca la statua in terracotta colorita in bronzo del Ferrucci, opera di autore ignoto dei primi anni Ottanta del XIX secolo.

La Sala d’Armi, è dominata dalle corazze del XVI secolo, composte da pancere e zuccotti, in deposito dalle collezioni del Museo Nazionale del Bargello di Firenze. Alle pareti 5 alabarde e 5 picche, alcune delle quali ritrovate sui luoghi della battaglia. Sulla sinistra, entrando, un ritratto di Francesco Ferrucci di anonimo pittore dell’Ottocento (deposito delle Gallerie Fiorentine). Sotto, nella bacheca a muro, i resti di una spada italiana del XVI secolo. Al centro della sala, nella vetrina, un tesoretto di 156 monete d’argento del Settecento toscano, ritrovate a Gavinana.

Nel secondo Corridoio sono raccolte testimonianze legate alle celebrazioni e commemorazioni del Ferrucci tra Otto e Novecento: spiccano alcuni dei cartoni originali realizzati da Dino Tofani per i francobolli del Centenario Ferrucciano, emessi nel 1930.

La Sala Massimo D’Azeglio e della Battaglia è dedicata al patriota, scrittore e uomo politico del XIX secolo Massimo D’Azeglio, che da un suo soggiorno a Gavinana trasse l’ispirazione per alcune pagine del romanzo storico Niccolò de’ Lapi. Sulla parete di destra il celebre abbozzo a matita della Morte del Ferrucci sull’imposta di una finestra della “Locanda della Posta” di San Marcello Pistoiese, dove lo scrittore alloggiò nel 1840. Il D’Azeglio, che era pure un apprezzato pittore, è autore anche delle due tele intitolate Brindisi del Ferrucci prima della battaglia e La battaglia di Gavinana (entrambe in deposito dall’Accademia di Belle Arti di Brera). A fianco, un piccolo dipinto a olio su carta, La battaglia nel piano di Doccia, di autore ignoto del secolo XIX (deposito Chelucci-Palmerini). Le altre due pareti di questa stanza, decorata con armi e armature provenienti come le altre dal Bargello, sono dedicate alla battaglia di Gavinana, con alcune riproduzioni fotografiche di documenti. Tra queste si segnala quella dell’ultima lettera di Francesco Ferrucci ai Dieci della Guerra: pubblicata in facsimile nell’Ottocento dallo storico Eugenio Albèri, l’originale della lettera è oggi perduto. Al centro della sala un plastico della montagna pistoiese realizzato dall’Istituto Geografico Militare di Firenze, con l’itinerario seguito dall’esercito fiorentino prima di arrivare a Gavinana.

La Sala Francesco Ferrucci, è dedicata all’eroe fiorentino, e raccoglie – oltre a una ricca iconografia ferrucciana – incisioni, cimeli e riproduzioni fotografiche di documenti relativi alla sua persona. Spicca un busto di marmo di autore ignoto della seconda metà dell’Ottocento (deposito della Provincia di Firenze) e, dietro allo stesso busto, il drappo tessuto di arazzeria fiorentina del XVI secolo, con emblema mediceo e festoni di palme (deposito delle Gallerie Fiorentine). Nella vetrina-libreria sulla sinistra è collocata la Biblioteca Ferrucciana, raccolta di volumi, opuscoli  e altri materiali a stampa relativi alla vita del condottiero fiorentino e alla storia dell’assedio di Firenze e della battaglia di Gavinana. Nella stessa sala viene ricordata anche la figura del valoroso avversario del Ferrucci, Filiberto di Chalon principe d’Orange, il comandante in capo dell’armata imperiale che cadde in combattimento nella stessa battaglia di Gavinana.

La Sala dell’Assedio e delle Bandiere presenta ritratti di personaggi e materiali relativi all’assedio di Firenze del 1529-1530, del quale il fatto d’arme di Gavinana fu l’ultimo episodio. Nella grande vetrina alla parete, tra le altre, trova posto la grande bandiera donata nel 1847 dal popolo di Roma a Gavinana. La seconda metà della sala è invece dedicata al gioco del calcio in costume, che all’assedio è indissolubilmente legato in virtù di una famosa partita che i fiorentini giocarono il 17 febbraio 1530, sotto gli occhi degli assedianti imperiali, per dimostrare ai nemici che in città la vita continuava nella massima tranquillità. Sono conservate quattro bandiere del corteggio storico fiorentino, mentre nella vetrina di fondo trova posto il costume del capitano dei Rossi (in deposito dalla Società del Gioco del Calcio in Costume di Firenze).  

Pagina aggiornata il 19/12/2013 da Comune
  • Comune di San Marcello Pistoiese (PT)
  • Via Pietro Leopoldo 24, 51028 San Marcello Pistoiese (PT)
  • P.IVA: 00135600476

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